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3 modi per dire Valeria Golino





Grazia in Respiro

Gran Prix della Giuria a Cannes, Respiro è una pellicola di un'intensità lancinante. Valeria Golino ci regala forse la più spiazzante interpretazione della sua carriera: Grazia, una donna dallo spirito libero. Tra le coste dell'isola di Lampedusa si compie il piccolo miracolo di una storia in bilico tra follia e violenza, sentimento e ossessione.


Emma in Il colore nascosto delle cose

Non è la miglior pellicola di Soldini - Pane e tulipani (2000) è lontana -, complice anche Adriano Giannini, ma Valeria Golino tiene le redini di un film intero. Emma è un'osteopata che ha perso la vista durante l'adolescenza, Teo è un pubblicitario. È forse l'interpretazione più intima e complessa della Golino, la quale anestetizza la parola con la voce del corpo, incarnando un'antieroe che ribolle di passione.


Euforia

Alla sua seconda volta dietro la macchina da presa (la prima con Miele), Valeria Golino dimostra che anche alla regia ha molto da dire, anzi moltissimo. Considerando l'intera filmografia della Golino, sia da regista che da attrice, Euforia è sicuramente nel podio dei suoi migliori lavori. Una storia del "dramma felice", che si inserisce nello spazio tra la nostalgia di un vecchio gusto novelle vogue e l'avanguardia di uno sguardo eccentrico. Matteo ed Ettore si schiavano, si rincorrono e si abbraccia, al culmine di un racconto tanto fragile da brillare.

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