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Un amore stupefacente, di Goa

Prende alle spalle, quando sei convinta che la tua forma è l’ultima che potrebbe essere mai plasmata. Ma, lentamente, si accende una luce. A metà tra pancia e cuore. L’intensità cresce, fino a diventare fuoco. La temperatura corporea aumenta e i tuoi organi spingono le pareti fragili del corpo, che urlano per la volontà di appiccicarsi a un altro corpo. Ma devi essere pronta a perdere. Tutto. Fuori e dentro di te. Cercando, ogni giorno, di allontanarti dalla tentazione di abbondarti nel mare calmo e viscido della dipendenza. È un’audizione, più importante di tutte quelle che farai. Al di là delle parole che governano il nostro spazio d’azione: si, no. Devi essere il movimento sconsiderato di un satellite, ricordando che la luna non perde mai di vista la terra. Anzi, è buffo che a volte accada il contrario.


Non è un modo per affettare la solitudine. Non è una certezza che ammaestra le altre. Non è quello in cui nascondersi. È solo lo scenario migliore in cui vivere. O così dicono - di scenari possibili è pieno.

Dovrai imparare a trasformare il mostro dagli occhi verdi in arte. Ricalibrare, reindirizzare la cattiveria in energia, impedendo che diventi il tuo primo parassita. Allora le cose saranno pronte, e l’anima pure. Non perché Shakespeare avesse ragione, ma perché la bellezza del teatro è che non può mentire: l’azione del corpo è sempre vera. In questo senso, perseverare, oltrepassare tutti i no che riceverai, sarà un’altra forma d’arte. Una lunga via, in cui saprei volare basso per toccare con cura le gocce di purezza che ti saranno affidate.


La solitudine non scompare. Resta, come la maggior parte delle cose che implicano un legame. Il tempo la trasformerà in un amica fedele il più delle volte. Il cantuccio del poeta, il training dell’attore. Perché quasi nessuno fa nulla da solo. Siamo la somma di pezzi che giocano con le nostre forme. È un carnevale permanente; un teatro nel teatro. La tempesta arriverà e non vedrai l’ora di sfiorare te stessa mischiando due sguardi sulla tua passione.


In questo modo, apri gli occhi prima delle nove del mattino. Alza il busto. Allunga la tua forma come una guglia gotica. Fletti le falangi delle tue dita. Lo specchio ti ricorda quanto la mattina non sia il tuo palcoscenico. Fagli cambiare idea. Comincia a ballare con te stessa. Chiunque tu sia; chiunque tu voglia essere. Dancing with my self, Billy Idol, 1982.

Noi siamo tutti pronti a fare lo stesso. Perché le metafore salveranno la fragilità del mondo:

camera tua ha le stessa luci di Leicester Square.

Play: recitare o giocare. È tutto qui, riconoscere ciò di cui hai bisogno.

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