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Breve guida alla musica degli Oscar 2019

Aggiornato il: mag 23



Accanto al montaggio e alla fotografia - che (per fortuna) l’Academy si è convinta a non escludere dalle premiazioni in diretta di questa domenica notte (dalle 22.50 su TV8) -, un’altro elemento iconico della produzione cinematografica, è quello musicale. Con questo piccolo articolo vi portiamo alla scoperta delle due categorie che vi concernono: L’Oscar alla Miglior canzone originale - le candidate sono: All The Stars; Shallow; I’ll Fight, When a Cowboy Trades His Spurs for Wings; The Place Where Lost Things Go - e alla Miglior colonna sonora, dove sono in lizza Mary Poppins Returns, Black Panther, Blackkklasman, If Beale Street Could Talk, Isle of Dogs.


Il titolo Disney dell’anno - Mary Poppins Returns - oltre alla candidatura per la miglior colonna sonora, ha ottenuto anche quella per la miglior canzone originale, con il brano The Place Where Lost Things Go - classica ballata orchestrale, senza infamia e senza lode, oggettivamente ben costruita, ma che non raggiunge il livello delle produzioni che hanno caratterizzato i prodotti Disney degli ultimi anni -; con quella di Blackkklasman e quella dalla ritmicità dei toni tribali - scelta coraggiosissima per un lungometraggio animato - di Isle Of Dogs (del premio Oscar Alexander Desplat), la colonna sonora Disney è la favorita alla vittoria finale.


All The Stars - singolo pubblicato il 5 gennaio 2018 -, è il brano portante della colonna sonora dell’ultimo film della Marvel Black Panther, la cui candidatura a Miglior Film ha suscitato non poche perplessità: è, infatti, minata (come per The Place Where Lost Things Go) dal dubbio che l’Academy cerchi (sempre) di introdurre - nelle categorie dove è possibile - un candidato Disney: guarda caso la Marvel - che ha prodotto lo stesso Black Panther - è sussidiaria dal 2009 proprio del gruppo Disney, che controlla finanche l’ABC, l’emittente televisiva che trasmette gli Oscar.

Tuttavia, al di là queste (doverose) considerazioni, All The Stars, scritta dagli stessi interpreti Kendrick Lamar e Solána Imani Rowe (in arte SZA), con la collaborazione di Sounwave e Al Shux, è un pezzo R&B/hip-hop con una qualità di produzione nettamente migliore rispetto allo standard del genere nel panorama musicale contemporaneo: l’arrangiamento curatissimo è miscelato alle particolarità sonore delle tastiere elettroniche, tra suoni bagnati, corposi, amplificati da un’eco continuo, che creano un’atmosfera musicale affascinante anche per i non addetti ai lavori del genere. Altresì, la fusione fra le voci dei due interpreti regala quel pizzico di novità essenziale per candidarsi a miglior canzone originale dell’anno. Il pezzo, quindi, è buono, ma più che conquistare il Dolby Theater, continuerà a scalare le classifiche.


Shallow - già vincitrice del Golden Globe, di 2 Grammy, e del premio BAFTA, è uno dei brani più amati dell’anno, che ha conquistato un enorme successo di pubblico e critica. C’è poco da dire: la performance canora del duo Lady Gaga - Bradley Cooper da un lato rasenta la perfezione musicale, dall’altro, come si dice, buca lo schermo. Shallow, scritta e arrangiata dalla cantante americana insieme a musicisti del calibro di Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt, racchiude un testo potente, incisivo, a una composizione pop/rock esplosiva e coinvolgente. Lo schema del duetto è semplice, già visto, ma immortale, e per questo, ancora una volta, fa centro - un po’ come lo stesso A Star Is Born. Tuttavia, l’indubbia bellezza del pezzo, tra quelli della soundtrack di A Star Is Born non è l’unica da sottolineare. Infatti, su tutti, è forse Music To My Eyes il brano musicalmente e tecnicamente migliore, che però, a differenza di Shallow, conserva un’arrangiamento meno convenzionale, più intimo e introspettivo, soprattutto a livello testuale e nelle dinamica di turni e riprese del duetto. Ma, il ritornello di Shallow, lascia pochi dubbi sul vincitore dell’Oscar fra qualche ora, e anzi pone un quesito legittimo: perché anche la colonna sonora del film (già vincitrice ai BAFTA) non ha ricevuto la candidatura? Come - va aggiunto - sono inspiegabili le scelte di snobbare quella di First Man - del già premio Oscar per La La Land Justin Hurwitz -, vincitrice del Golden Globe e caratterizzata dal peculiare utilizzo del therenim; o, ancora, la delicatissima soundtrack di Tatiana Lisovskaya che accompagna mano nella mano At Eternity’s Gate (candidato con William Dafoe come miglior attore protagonista).


Scritta dalla Queen of the ballad Diane Warren - l’autrice dell’indimenticabile I don’t wanna miss a thing degli Aerosmith - e interpretata dalla grande Jennifer Hudson, I’ll Fight è il brano originale in concorso tratto dalla colonna sonora del film RGB. Il messaggio è attuale, netto, efficace, ma la musica che sorregge la ballad pop lo vanifica nella sua articolazione: il brano è scialbo, senza né corpo né anima, incastrato in un’arrangiamento ripetitivamente fiacco e scontato; un pezzo che non resta per la sua inconsistenza. Una candidatura, dunque, abbastanza fuori luogo, che avrebbe trovato maggio ragione (per esempio) nella scelta di Revelation di Jonsi e Troye Sivan (già candidato ai Golden Globe) per la colonna sonora di Boy Erased: i particolari dell’eco del pianoforte, i cori accanto alla voce del cantante, dissipano una melodia elegante, incalzante, e struggente, inserendosi alla perfezione nel cuore della tematica omosessuale di cui tratta il film con Lucas Hedges, Russel Crowe e Nicole Kidman (in Italia in sala da Marzo).


When a Cowboy Trades His Spurs for Wings è l'ultimo brano originale in corsa per l’Oscar. Una ballata country scritta e composta da David Rawlings e Gillian Welch per l’ultimo film dei fratelli Coen The Ballad Of Buster Scruggs (in corsa anche per la miglior sceneggiatura non originale). Questa canzone è la dimostrazione di come ci sia una considerazione troppe volte ignorata per paura di cadere nel circolo vizioso della banalità: le cose più belle, spesso, sono le più semplici. In questo caso: una chitarra acustica, un’armonica a bocca e due voci maschili (i due attori Willie Watson e Tim Blake Nelson) che si uniscono in un’armonia autentica, scevra da artifici sonori che talvolta nascondono l’anima del pezzo. Qui l’anima corre al nostro fianco. E per questo, forse, è l’unico pezzo che potrebbe far vacillare lo strapotere di Shallow.

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