• Possibilia

L'ultimo ballo di Robert Redford in «Old man & the gun»

Aggiornato il: mag 23



Poco dopo aver letto la sceneggiatura, Robert Redford deve aver compreso che Old Man & the Gun - inserito dal National Board Review nei dieci migliori film indipendenti dell'anno - era il film perfetto per ritirarsi dalla scene.


La pellicola, invero, è completamente a disposizione dell'ultimo ballo dell'attore americano. A partire dal suo fautore, il regista David Lowery, che evidenzia una conoscenza approfondita della filmografia di Redford, tant'è che i rimandi a L'uomo che sussurrava i cavalli o Il cavaliere elettrico dichiarano palesemente l'intento celebrativo di Old Man & the Gun. Confermato, altresì, dalla scelta di Lowery di girare in Super16 la sequenza in cui vengono ripercorse tutte le evasioni del protagonista del film, realizzando un omaggio dentro la celebrazione stessa: si ripercorrono le grandi interpretazioni di Redford, da La caccia a Butch Cassidy and the Sundance Kid.


Così, Old Man & the Gun - la storia incredibilmente vera di Forrest Tucker, un uomo che per quasi tutta la vita è entrato e uscito di prigione (illegalmente), per essere di professione un rapitore di banche, fino all'età di settantanove anni - diventa un cerimonioso addio alla recitazione dell'icona Hollywoodiana, sovrapponendo sia il piano strettamente personale dell'attore, che quello dello stesso Forrest. Lowery, infatti, mette in scena l'inesorabile incedere del tempo, e il modo in cui si possa vivere - e non sopravvivere - nell'ultima parte della vita - una scelta, questa, che affascina persino chi dovrebbe dargli la caccia, l'investigatore John Hunt (Casey Affleck), e chi, invece, se innamora come Jewel (Sissy Spacek). Ma se il personaggio di Forrest non sembra riuscire a frenare i suoi istinti da cinema western, dal sorriso sornione e onnipresente di Redford si ha la consapevolezza che ormai la scelta di salutare la sua vita da attore è cosa fatta.



Sissy Spacek e Robert Redford

Perché è proprio ciò che chiede Old Man & the Gun allo spettatore: intuire come in questo caso il cinema si sia messo a disposizione di chi ha contribuito a renderlo una forma d'arte immortale, accentandone quindi, a ottantadue anni, un addio sincero, elegante, che lascia la porta aperta per un possibile ritorno dietro la macchina da presa - ruolo, che fra l'altro, gli valse l'Oscar nel 1981 per Ordinary People.




Seguici
  • Bianco Instagram Icona
  • Bianco Facebook Icon

Tutti i marchi, loghi, sigle, brand, immagini non esplicitamente appartenenti a possibilia.it sono dei rispettivi proprietari.

 

È vietata la riproduzione, anche parziale, di immagini, testi, pagine e di ogni componente presente nel sito.

 

©2017 www.possibilia.it - tutti i diritti sono riservati. 

  • Black Facebook Icon
  • Black Icon Instagram