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L'urgenza della speranza: «Almarina» di Valeria Parrella

Aggiornato il: mag 23




«perché in carcere del presente non si parla, e il futuro non si immagina»


Almarina di Valeria Parrella è un romanzo urgente, che intesse un microcosmo di ricordi e speranze, in una Napoli al contempo cruda e onirica - «non riesco a smettere: mi sveglio e spero». La scrittrice campana riesce in una prosa elastica, ritmata e ricchissima di contraddizioni, che tratteggia un andirivieni che stringe per la sua precisione solo apparentemente nascosta; è un onda: «al primo tornante mi è arrivato addosso l'abbandono. L'abbandono era il mare e il mio cuore era Nisida». Ma Almarina è anche un poderoso affresco di donne, due, che riescono a costruire un mondo tra le sbarre visibili e invisibili, quelle del pentimento e quelle del dolore; il carcere è punto di incontro per due anime sole: «il carcere è un dolore che non finisce, da cui un carcere lo sa che sta passando da un'altra parte inconciliabile con la promessa che ci fecero da bambini: che la vita non avrebbe fatto paura, e non saremmo mai rimasti soli. Il carcere invece è paura e solitudine. In carcere ti addormenti e quando ti svegli sei in carcere. In carcere impari presto che meno fai meglio è».


La storia della ragazza rumena è l'occasione per trascrivere una geografia della memoria e del ricordo, che Parallela imbeve di un linguaggio crudo, quasi spietato, ma gentile nella sua consapevole confusione: «il valore del ricordo aumenta quanto più definita è la selezione: si fa scorrere la memoria sopra un nastro trasportatore, avvenimento per avvenimento, speranza dopo speranza; dall'impasto vengono sottratte le impurità e le scorie. A questo punto del ciclo, il ricordo contenuto nella carta-rifiuto è tornato a essere una materia prima pronta a rientrare in produzione: essere riformulato».



L'orginalità del romanzo è nell'intenzione di un'idea semplice e potente, che porta la realtà negli occhi di una ragazza che non ha niente: «Almarina non aveva ricordi così ed era stata vestita di carta, ma possedeva la luce del futuro negli occhi». Almarina avvolge e distoglie, tornado come la risacca del tempo - «le cose che fanno male non si capiscono subito».

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