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La storia di Jared: «Boy Erased»



Joel Edgerton - conosciuto soprattutto per l'interpretazione di Tom Buchanan in The Great Gatsby (2013) - porta sul grande schermo la storia vera di Jared Eamons, un ragazzo diciannovenne figlio di un pastore dell'Arkansas che, dopo aver rivelato la sua omosessualità, è costretto a intraprendere un percorso di rieducazione sesuale per curare la sua "malattia", secondo le pratiche della chiesa cristiano protestante.


Edgerton, per la quarta volta nella sua filmografia, torna dietro la macchina da presa, ma è anche il volto del terapeuta di Jared Viktor Sykes e l'autore della sceneggiatura della pellicola, basata sul libro di memorie di Garrard Conley Boy Erased: A Memoir (2018).


Lucas Hedges e Joel Edgerton

Il cast di primissimo livello scelto da Edgerton non tradisce: Nicole Kidman è convincente nel suo ruolo di madre tormentata e coraggiosa; Russell Crowe, immerso nel look e negli sguardi alla John Nash, è un vero e propio macigno sul cuore; Lucas Hedges (candidat0 ai Golden Globe 2019), dopo la buona interpretazione a fianco di Giulia Roberts in Ben Is Back (2018), si riavvicina ai livelli di Patrick Chandler in Manchester by the Sea: la sua miglior prova (2016).


Boy Erased - Vite Cancellate - il titolo italiano nelle sale dal 14 marzo - ha un merito indubbio: illumina una verità che, nonostante si repella umanamente in ogni sua parte, si fatica a comprendere e concepire. Dappiù, il film fa intravedere finanche la portata del fenomeno, che va ben oltre quanto si possa immaginare. Un'eco che si propaga senza incontrare barriere - un po' come la bellissima canzone originale Revelation di Troye Sivan (candidata ai Golden Globe) scritta proprio per la pellicola .


In questo senso la pellicola di Edgerton rientra nel genere di "film impegnato", avendone tutti gli ingrediente, tra cui spicca, come detto, un cast eccezionale. Ma, com'è accaduto più volte tra le produzioni degli ultimi tempi (fra le tante, un esempio ne è Il castello di vetro) si concretizza un'occasione mancata.

Invero, la regia dell'attore australiano è poco coraggiosa; si incaglia una narrazione sterilmente canonica, retta esclusivamente dall'emotività di Hedges, che però Edgerton rende convenzionalmente. La pellicola cresce con una tensione sotto traccia che si confà alle forme e alla tematica della pellicola, avviluppandosi allo smarrimento di Jared, ma che, al contempo, la avvicina pericolosamente ai tratti da thriller psicologico/noir di The Gift (l'ultima prova da regista di Edgerton).


Da un lato, il limite autoriale del film va a vantaggio della narrazione, rendendola snella, diretta, incisiva e intensa, ma dall'altro impedisce un salto di qualità. Che forse questa storia avrebbe meritato.




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