• Possibilia

La verità sull'ultimo anno della sua vita


Solitudine, di M. Chagall


Mi ricordo che avrei dovuto incontrare Daniele ma lei si è abbassata sul mio corpo e me lo ha stretto forte con due mani. Non ho reagito e ho chiuso gli occhi. Non so se mi ha guardato ma io non l’ho fatto. Aveva i capelli arancioni e credo fossero tinti. Ho creduto mi avrebbe leccato, ma è rimasta ferma, muovendo le mani in verticale. Mi ha chiesto se volessi mettermi su di lei. Lo ha fatto in modo gentile e lo è sempre stata. Non mi ha mai chiesto se potesse toccarmi, ma io non le ho mai detto di non farlo. Nel momento in cui sono salito sul suo corpo che non era nudo, non sapevo come continuare. Ha allungato una mano e sono entrato dentro di lei senza sapere in quale direzione premere. Ha appoggiato le mani sul mio sedere e mi sono fermato perché aveva i polpastrelli freddi. Li ha premuti dentro. Con gli occhi ho guardato avanti perché ho pensato di raggiungere un punto più in là. Credevo avrei perso l’eccitazione in poco tempo ma non è successo. Il mio pene pulsava dentro di lei ogni volta che mi afferrava i fianchi. È stato lento ma è stato anche veloce. Ho premuto molto ma non sono riuscito a venire e forse se n’è accorta. Ma mi ha perdonato perché nel giubbotto ho trovato un biglietto che diceva che se fossi tornato, avrei avuto ancora di più. Volevo di più.


Non ho provato dolore. Ho visto l’atrito della carne che tocca altra carne. Ma è rimasto tutto chiuso là dentro, in qualcosa di molto piccolo che da allora ho perso di vista e che ruota tra i miei modi di fare. Quando l’ho fatto, ho capito che cosa piaceva di me. In questo senso, credo, ho amato e ho voluto scomparire. Mentire è diventata un’abitudine semplice che ho conservato con gelosia. Mi ha permesso di rimanere a galla e di trasformare la carne. Per un lungo periodo, ho creduto che una persona potesse mettere un freno a questo. Ne ha goduto, e quello che era un gioco è diventato un mondo da nascondere. Ma forse c’era già tutto dall’inizio, ho solo lasciato che i pezzi si incastrassero. Non ho mai opposto resistenza e non ho mai alzato la voce. Sento l’odore della pelle lavata su di me e la saliva sul collo e lo cerco ancora.


È tutto qui. Mentre mi guardo nudo allo specchio e traccio un linea che mi rappresenta lunga dieci anni. Non voglio dire più niente. Mi eccito piangendo e provo a immaginare come mi muoverei se avessi un altro corpo. Ma resto a quello che so. Conserva l'unica bugia che vale la pena tenere: non averti mai detto questo. Poi, l'amore si rivelerà una questione di tempo fra due luoghi difettosi che cercano di dimenticare quello che hanno in comune.

Seguici
  • Bianco Instagram Icona
  • Bianco Facebook Icon

Tutti i marchi, loghi, sigle, brand, immagini non esplicitamente appartenenti a Possibilia.it sono dei rispettivi proprietari.

 

È vietata la riproduzione, anche parziale, di immagini, testi, pagine e di ogni componente presente nel sito.

 

©2020 www.possibilia.it - tutti i diritti sono riservati. 

  • Black Facebook Icon
  • Black Icon Instagram