• Possibilia

Surreale ma bello

Aggiornato il: 2 mar 2019


Albero rosso, di Piet Mondrian

Sono qualcosa che cade. La luce dei lampioni sfuma nella nebbia - linee confuse dei gesti. I pensieri tendono a cadere. Il mondo ruota solo su se stesso. È l’egoista dentro di me; il bugiardo a cui affidare un segreto. Che non sarà spezzato. Un bugiardo non può mentire. La testa, anche lei, tende verso il basso. Non c’è altro. È l’eternità quello che voglio.


Sono Han Solo e l’appartamento giallo in cui vivevo da piccolo. Il Millenium Falcon è il divano. Il copriletto di mia madre pieno di briciole, e la polvere dell’infanzia. Quando è la vita a proteggerti, perché nei sogni scompaiono le responsabilità. Mia sorella impugna un mestolo. Spada Laser. Entrambi schiacciati lungo lo schienale. Il tessuto arancio è sangue. Siamo vivi per miracolo. Il bracciolo è la plancia di comando. Attorno le stelle, dentro il buio. Una scusa per non restare soli. Sono quello che dice un'anatra.


Sono il treno per Milano Centrale. La mattina presto. Sguardi di chi ha un numero che non chiama più nessuno. Sono una goccia d’arroganza, che si è persa nel mare dell’evanescenza. Sono lo sguardo di un attore, il tremore prima dell’audizione, la brina del mattino, l’emozione senza occhio, lo sguardo di un cieco. Sono un modo di dire. Perché non so più parlare.

Sono l'ecolalia dei sogni de La tempesta; sono una chiamata senza risposta; il silenzio della mattina; la via più semplice per scappare. Sono una parte di te, e vorrei fosse migliore. Ma ho il ritmo dello stronzo e l’animo di cartapesta. Sono un pazzo che non dà peso alle stesse parole. Albero e foglia; foglia e miele; zucchero e caffè; labbra e saliva. Sono surreale. E tu sei bella.


Sono le parole che sai disegnare. Il richiamo lontano di una piuma che danza nell'aria. Sono quello che vorrei sapere. Sono il mignolo che corre sulla parete concava della schiena. Trova la voglia e preme. Una tentazione, come quel sorriso tra gli scaffali delle mie incertezze.

Sono un abbraccio dentro la stazione. Sono la battuta di un film. Sono un ricordo che finisce per non essere quello che vissuto. Sono ciò che non ho detto. Sono il fratello che resta a guardare i capelli più lunghi, il corpo più tondo, la pelle grezza. Sono, come voi, il tempo che ho perduto. Sono una piroette che non ricade nello stesso punto. Sono un’inversione a u. Meglio stare lontani.

Sono La Isla.


Sono il buio che mi fa paura. Sono la voglia di fare l’amore nell’angolo del divano.

Sono tutto quello che volete, pur di essere qualcosa.

Sono il tuo passo. Sono quel marciapiede. Siamo

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