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Una biografia anarchica. «Vice» di Adam McKay

Aggiornato il: mag 23



Vice - L'uomo nell'ombra - nelle sale italiane dal 3 gennaio e candidato a sei Golden Globe - é un film incentrato sul capolavoro politico di Dick Cheney (vicepresidente americano dal 2001 al 2009), scritto e diretto dal regista Adam McKay, che dopo l'Oscar alla miglior sceneggiatura nel 2016 per La Grande Scommessa sceglie nuovamente una tematica "seria", abbandonando le tante commedie di genere demenziale che hanno identificato l'inizio della sua carriera da cineasta.

Le scelte di regia e scrittura di McKay possono piacere o meno, ma di certo concretizzano una messinscena anarchica e fuori dagli schemi, che permette a Vice di non essere unicamente classificato come film biografico. Invero, la pellicola si presenta come una più ampia riflessione sulla politica americana dal 1969 - anno in cui Cheney ha iniziato la sua carriera pubblica - fino alla fine della presidenza di George W. Bush e sugli effetti che questa ha avuto nelle vicende contemporanee, sia americane che internazionali - su tutte, l'invasione dell'Iraq.


Il regista americano opta per una formala narrativa dalla cifra sovversiva, guidata da una voce fuoricampo (solo apparentemente sconnessa), tra racconto biografico e un'umorismo schietto e cinico, che si concretizza in un montaggio concettuale pieno di tagli e dal ritmo incalzante, accanto a una sceneggiatura densa ma dai dialoghi serrati, e da intermezzi che rivelano (a tratti) la comicità anche machiavellica dello sceneggiato stesso: come la ripresa delle battute dal Macbeth.


Altresì, l'altra vera grandezza del lavoro di McKay in Vice - di cui aveva dato già prova ne La Grande Scommessa - è la capacita di incanalare tutti gli attori in un armoniosa recitazione corale di cui difficilmente ci si stanca (anche in lingua straniera, grazie a un doppiaggio italiano perfetto). Sam Rockwell - dopo la straordinaria recitazione in Tre manifesti a Ebbing, Missouri che gli ha valso l'Oscar come miglior attore non protagonista l'anno scorso - regala un'interpretazione di George W. Bush in bilico tra eleganza e parodia, tra serietà e goffaggine; Amy Adams è altrettanto brillante nell'impersonare l'ambizione smisurata della moglie di Cheney, Lynne, che lo accompagna, passo dopo passo, nella scalata fino all'elezione a vice presidente; Steve Carrell è seducente nei panni di Donald Rumsfeld ; Christian Bale è follemente bravo, in un'interpretazione che va ben oltre "solo" la trasformazione fisica, tanto da scomparire nei modi e nelle sembianze di Cheney.


Christian Bale e Amy Adams

Tuttavia, è doveroso notare come se Vice abbia una lacuna, questa sia insita nella sua dichiarata faziosità. E non tanto per la sua anima meno repubblicana e più democratica - che è per di più derisa in un intermezzo dopo i titoli di coda -, quanto invece per la scelta di evidenziare sin dalla primo momento il giudizio negativo sulla figura di Cheney, senza che l'oggettività dei fatti conduca lo spettatore a sviluppare una propria opinione. McKay, invero, non organizza un racconto comune in cui ognuno possa riconoscersi o meno, ma sfodera una serie di prove ed elementi - non più di chiunque altro abbia già provato a sviscerare la materia (infatti il regista lo ammette) - che però sono irrimediabilmente collusi con il parere (negativo) della pellicola. È così che in alcuni frangenti la comicità sembra eccedere nei toni e nei modi, coprendo quelle rotture narrative che non posso avere consistenza perché nessuno sa come siano veramente andate le cose nelle stanze del potere. In questo senso il tentativo di portare sul grande schermo una biografia fuori dai canoni riesce, ma non del tutto: da un lato l'interpretazione corale e la regia anarchica di McKay fanno di Vice un film che tratta della realtà in maniera sovversiva e originale, non annoiando mai (cosa non facile visto il tema), ma dall'altro la comicità ridondante sembra voler coprire e nascondere delle piccole falle, cosa che una vera commedia non fa, anzi utilizza proprio la comicità stessa per chiarire quello che altrimenti sarebbe molto più complesso spiegare.




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